Migration, National Identy, Citizenship in Contemporary Italy

"18 ius soli - il diritto di essere italiani"

Miglior reportage italiano lungo Premio Ilaria Alpi 2012

I “18 ius soli: Il diritto di essere italiani” è il vincitore del premio giornalistico Ilaria Alpi 2012 per la sezione miglior reportage italiano lungo.
Il Film è stato realizzato con il sostegno del premio Mutti-AMM 2009 (già premio Gianadrea Mutti) 2a edizione, indetto dall' Associazione Amici di Giana, Fondazione Cineteca di Bologna, Archivio delle Memorie Migranti (AMM) e Fondazione Pianoterra Onlus.

Il regista, Fred Kuwornu, ha scelto di affrontare il tema del diritto di cittadinanza per i cosiddetti immigrati di seconda generazione, ovvero per chi è nato oppure cresciuto in Italia da genitori immigrati.

Il documentario fa luce su una realtà sconosciuta a molti e che a volte raggiunge anche il paradossale. Si tratta, infatti, della realtà che vivono centinaia di migliaia di giovani che sono nati e cresciuti in Italia ma che sono costretti a vivere con il permesso di soggiorno e che non si vedono garantiti quei diritti di cui invece possono godere i loro amici e coetanei italiani. Non avere la cittadinanza in uno stato di diritto come l’Italia, significa vedersi negate molte possibilità e sentirsi diversi dalle persone che ti circondano e con cui sei cresciuto. Questi ragazzi si ritrovano in un labirinto burocratico che li costringe a fare ore di file (magari dalle 5 del mattino) davanti alle questure per ottenere il permesso o la carta di soggiorno, con tempistiche infinite e complicazioni continue.

Al compimento del 18° anno di età questi ragazzi possono decidere di richiedere la Cittadinanza italiana, ovvero dell’unico paese che hanno conosciuto nel corso della loro vita e che, per la maggior parte, rappresenta la propria patria. Ottenere la Cittadinanza italiana, però, comporta un’altra sfida così grande che molti decidono di gettare la spugna: l’iter burocratico è lungo e complesso e non sempre si conclude con esiti positivi, creando così una situazione di forte discriminazione sociale e problemi di identità personale.

Le testimonianze riportate nel video sono quelle di Kevin, Aravinda, Paolo, Aziz, Valentino e tanti altri ragazzi che, pur avendo una famiglia originaria di un altro paese (Nigeria, Pakistan, Romania, India…), si sentono completamente italiani e radicati nelle realtà locali in cui vivono fin da quando erano piccoli (Roma, Napoli, Bergamo, Ascoli Piceno…). Sono storie di ragazzi che fanno l’università o che lavorano, le cui passioni sono uguali a quelle dei loro coetanei cittadini italiani: concerti, cinema, teatro, calcio ecc.

Fred Kuwornu ha voluto imprimere sulla pellicola una testimonianza diretta di questi ragazzi per portare alla luce una riflessione più ampia, e cioè la necessità di modificare una legge italiana troppo anacronistica per far fronte alle necessità e alle sfide del nuovo millennio, che vede il diritto di acquisire la cittadinanza italiana ai figli e nipoti di italiani (anche se non hanno mai messo piede in Italia) e non a chi invece in Italia ci è nato e ha trascorso l’intera vita. Il documentario è stato proiettato in oltre 800 iniziative organizzate da: Associazioni, Comuni, Enti, Festival e Scuole.